giovedì 11 giugno 2026

Il “Nukey Poo”: il reattore nucleare dimenticato dell’Antartide


Il “Nukey Poo”: il reattore nucleare dimenticato dell’Antartide

di Marco Saba — Protocollo CIC

 

Tra le tante storie poco raccontate dell’era atomica, quella del PM-3A “Nukey Poo” merita un posto di rilievo. Non è un test nucleare segreto, ma un esperimento reale, concreto e decisamente problematico: il primo (e unico) reattore nucleare portatile installato sul continente antartico.

Un reattore in mezzo al ghiaccio

Nel 1962, in piena Guerra Fredda, gli Stati Uniti decisero di testare la possibilità di produrre energia nucleare in uno degli ambienti più ostili del pianeta: la stazione McMurdo in Antartide.

 

Il PM-3A (Portable Medium-power reactor, versione 3A) era un piccolo reattore ad acqua pressurizzata da circa 1,75 MW elettrici. Doveva servire a rendere la base americana indipendente dal rifornimento costante di diesel, estremamente costoso e complicato in Antartide.

PM-3A Nuclear Power Plant in fase di scarico in Antartide (fonte storica US Navy).

 

Venne installato nel 1962 e rimase operativo fino al 1972. Per dieci anni fornì elettricità, calore e acqua desalinizzata alla base.

Panorama storico di McMurdo Station durante il periodo del reattore

 

Il soprannome non era casuale

I militari lo chiamavano affettuosamente (o ironicamente) “Nukey Poo” — “Nukey Cacca”. Il motivo? Il reattore ebbe diverse perdite radioattive durante il suo esercizio. Problemi di corrosione, guasti ai sistemi di contenimento e incidenti minori resero la gestione molto più complicata del previsto.

Nel 1972, dopo ripetuti problemi di sicurezza, venne deciso lo spegnimento definitivo e la rimozione completa dell’impianto.

La bonifica: un’operazione colossale

La pulizia fu tutt’altro che semplice. Secondo i documenti ufficiali della US Navy:

  • Furono rimossi circa 12.000 tonnellate di suolo e materiale contaminato.
  • Il reattore stesso e tutti i componenti radioattivi vennero trasportati negli Stati Uniti per lo smaltimento.
  • L’operazione richiese anni e costi elevati.
Atomic energy for Antarctica: the rise and fall of “Nukey Poo” | Polar  Record | Cambridge Core

Atomic energy for Antarctica: the rise and fall of “Nukey Poo” | Polar Record | Cambridge Core

Ancora oggi, nel ghiaccio e nel suolo intorno a McMurdo, rimangono tracce di contaminazione (tra cui isotopi come il plutonio e il cloro-36), anche se le autorità sostengono che i livelli siano entro i limiti “accettabili”.

Perché è importante ricordarlo

Il caso Nukey Poo è emblematico di diversi meccanismi che abbiamo imparato a riconoscere con il Cervello in Comune:

  • Packaging celebrativo della tecnologia nucleare (“energia pulita anche ai Poli!”) contrapposto alla realtà operativa.
  • Chiusura dell’accesso alla verifica (molti documenti rimasero classificati per decenni).
  • Costo dell’insider: chi segnalava i problemi di sicurezza rischiava la carriera.
  • Cherchez l’argent: l’esperimento serviva anche a testare tecnologie militari in ambiente estremo, con finanziamenti del Pentagono.

Dimostra inoltre che, nonostante il Trattato Antartico del 1959 vietasse le esplosioni nucleari, l’uso pacifico (o “pseudo-pacifico”) della tecnologia atomica in Antartide è stato tentato comunque.

The Story Of Nukey Poo · MaisonBisson

The Story Of Nukey Poo · MaisonBisson

Conclusione

Nukey Poo non è una grande cospirazione, ma è una piccola, concreta lezione di umiltà nucleare. Anche in un ambiente apparentemente incontaminato come l’Antartide, introdurre tecnologia atomica ha lasciato un’impronta radioattiva duratura e ha richiesto una bonifica massiccia.

Ci ricorda che le promesse di “energia nucleare sicura ovunque” vanno sempre confrontate con la realtà dei fatti, non con le slide PowerPoint.

Fonti principali: rapporti US Navy declassificati, documenti NSF (National Science Foundation), studi ambientali su McMurdo.

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