martedì 23 giugno 2026

I dodici struzzi di Bruxelles: il monumento più sincero d’Europa

I dodici struzzi di Bruxelles: il monumento più sincero d’Europa

 Leopold Park: Tutto quello che c'è da sapere (2026) - con recensioni

A due passi dal Parlamento Europeo, nel Parc Léopold, si trova un monumento che rappresenta diversi struzzi con la testa infilata nella sabbia. Difficile immaginare un’opera più azzeccata, soprattutto considerando dove è posizionata.

Oggi, mentre in tutta Europa si torna a parlare con grande entusiasmo di nuovi reattori nucleari piccoli, puliti e sicuri, quel monumento sembra quasi una profezia.

Abbiamo alle spalle ottant’anni di era atomica. Ottant’anni in cui abbiamo disperso radionuclidi nell’ambiente e, di conseguenza, anche nei nostri corpi. Conosciamo il comportamento di alcuni isotopi: sappiamo che lo stronzio-90 si fissa nelle ossa come il calcio, sappiamo che il cesio-137 si distribuisce nei muscoli imitando il potassio. Sappiamo che l’irradiazione interna cronica è un fenomeno completamente diverso rispetto a una radiografia.

Eppure continuiamo a fare finta di niente.

Invece di pretendere prima una mappatura seria del radon nelle abitazioni, invece di pretendere studi trasparenti sugli effetti a lungo termine della contaminazione interna, invece di fare chiarezza sui dati che già abbiamo, preferiamo saltare direttamente al capitolo successivo: la nuova tecnologia nucleare.

È esattamente come voler costruire un secondo piano senza aver prima riparato le crepe nelle fondamenta.

Il monumento degli struzzi non parla solo di nucleare. È una metafora che riguarda tutta la nostra società. Quante altre verità importanti abbiamo deciso collettivamente di non guardare? Quante altre volte preferiamo la favola comoda alla realtà scomoda?

Forse è arrivato il momento di tirare fuori la testa dalla sabbia.

venerdì 12 giugno 2026

Le Logge Atomiche: Massoneria e Progetto Manhattan

Le Logge Atomiche

Massoneria e Progetto Manhattan tra Oak Ridge, Los Alamos e Trinity

Durante il Progetto Manhattan, l’operazione segreta più grande della Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti costruirono tre siti principali per sviluppare la bomba atomica. Ognuno di questi luoghi aveva una funzione specifica: Oak Ridge in Tennessee produceva l’uranio arricchito e parte del plutonio; Los Alamos in New Mexico era il laboratorio dove si progettava la bomba; il Trinity Site nel deserto del New Mexico fu il luogo del primo test nucleare della storia, il 16 luglio 1945.

In ognuno di questi tre siti, o nelle immediate vicinanze, esisteva (o nacque poco dopo) una loggia massonica. Non si trattava di coincidenze. In un contesto di segretezza assoluta, dove intere città non comparivano sulle mappe, dove i lavoratori firmavano patti di riservatezza draconiani e dove la vita quotidiana era controllata dall’esercito, le logge massoniche rappresentavano uno dei pochi spazi in cui gli uomini potevano riconoscersi, fidarsi reciprocamente e costruire legami al di fuori della gerarchia militare.

Queste logge — Faith Lodge #756 a Oak Ridge, Pajarito Lodge #66 a Los Alamos e Sacramento Lodge #24 ad Alamogordo — possono essere lette come i “templi” della grande macina atomica che trasformò il mondo nel 1945.

Oak Ridge e Faith Lodge #756

Oak Ridge fu la più grande delle tre “città segrete” del Progetto Manhattan. Qui si costruirono gli impianti K-25, Y-12 e X-10 per arricchire l’uranio e produrre plutonio. La città passò da poche centinaia di abitanti a oltre 75.000 in pochi anni, tutti sotto stretto controllo militare.

 Faith Lodge #756 F&AM | Oak Ridge TN

Nel 1954, nove anni dopo la fine della guerra, fu fondata la Faith Lodge #756 (F&AM). La loggia nacque in una comunità ancora profondamente segnata dall’esperienza nucleare. Molti dei suoi membri storici erano lavoratori, tecnici e ingegneri che avevano prestato servizio negli impianti del complesso nucleare (Union Carbide Nuclear Division, Martin Marietta Energy Systems, Y-12). Non si trattava dei grandi nomi della fisica teorica, ma delle persone che materialmente facevano funzionare la macchina produttiva.

La loggia divenne un punto di riferimento per quella generazione di tecnici e operai che avevano vissuto la segretezza come condizione esistenziale. Il nome “Faith” (Fede) assume, in questo contesto, un significato particolare: in una città nata dal dubbio e dal segreto, la loggia offriva uno spazio di riconoscimento e di appartenenza.

Los Alamos e Pajarito Lodge #66

Los Alamos era diverso. Non era un sito produttivo, ma il cuore intellettuale del Progetto. Qui, sotto la direzione di J. Robert Oppenheimer, si riunivano i migliori fisici del mondo per progettare la bomba. La segretezza era ancora più stringente che a Oak Ridge: la città non esisteva ufficialmente e le comunicazioni erano rigidamente controllate.

In questo ambiente operava la Pajarito Lodge #66. La loggia si trovava nel cuore della comunità scientifica e tecnica che aveva dato vita al primo ordigno nucleare. Anche qui molti membri erano legati al laboratorio (Los Alamos National Laboratory), sia come scienziati che come personale di supporto.

Los Alamos rappresentava la “macina del pensiero”: il luogo dove si facevano i calcoli, si prendevano le decisioni teoriche e si traducevano in progetti realizzabili. La presenza di una loggia massonica in un contesto così elitario e isolato conferma quanto la Massoneria, in quel periodo, fungesse da rete di fiducia trasversale alle gerarchie formali.

Trinity Site e Sacramento Lodge #24

Il Trinity Site, nel deserto del New Mexico, fu il luogo del primo test nucleare della storia. L’esplosione del 16 luglio 1945 segnò l’inizio dell’era atomica.

La loggia più vicina a questo evento è la Sacramento Lodge #24 di Alamogordo, la città che fungeva da base logistica e di appoggio per il personale coinvolto nel test. Alamogordo non era un sito del Progetto Manhattan nel senso stretto, ma era il centro abitato più vicino al luogo dove l’atomo fu acceso per la prima volta.

La presenza di una loggia massonica attiva in questa zona rafforza l’immagine di una rete che accompagnava, anche simbolicamente, i momenti più significativi dell’impresa nucleare. Se Oak Ridge era la produzione e Los Alamos era la progettazione, Trinity rappresentava la realizzazione: il momento in cui la teoria e la materia si incontrarono nel deserto.

Una rete di potere e di fiducia

Le tre logge non erano collegate da un’organizzazione centrale specifica legata al nucleare. Tuttavia, la loro presenza nei tre siti chiave del Progetto Manhattan suggerisce qualcosa di più profondo.

In un’epoca in cui la segretezza era la regola, la Massoneria offriva uno spazio di riconoscimento reciproco basato su valori condivisi (fratellanza, riservatezza, lealtà). Questo la rendeva particolarmente funzionale in contesti come quello del Progetto Manhattan, dove la fiducia tra persone era una risorsa strategica.

Lo storico Carroll Quigley, nelle sue analisi sulle reti di potere anglo-americane, descriveva come élite e gruppi di influenza operassero attraverso strutture formali e informali. Le logge massoniche nei siti nucleari possono essere lette come uno degli anelli di queste reti: non come “cospirazione”, ma come meccanismo di coesione e di trasmissione di valori all’interno di un progetto di enorme portata strategica.

Non è un caso che molti membri di queste logge fossero tecnici, ingegneri e personale operativo del complesso nucleare-industriale. Erano le persone che materialmente facevano funzionare la macchina, e la loggia offriva loro uno spazio di identità e di riconoscimento al di fuori della gerarchia militare.

Oltre il 1945

Dopo la guerra, le logge continuarono a esistere e, in alcuni casi, a prosperare. Oak Ridge, Los Alamos e la zona di Alamogordo rimasero centri importanti dell’industria nucleare americana anche durante la Guerra Fredda. Le logge massoniche locali mantennero un ruolo di aggregazione per le comunità legate a questi siti.

Oggi, a distanza di oltre ottant’anni dal primo test nucleare, queste logge continuano a esistere. La loro storia offre uno spaccato interessante sul rapporto tra tecnologia, potere e forme di associazione umana in contesti di segretezza.

Le “logge atomiche” non spiegano da sole la nascita dell’era nucleare. Ma aiutano a comprendere come, anche all’interno del più grande progetto scientifico-militare della storia, continuassero a operare reti di fiducia, riconoscimento e appartenenza di antica tradizione.

La macina atomica del XX secolo non fu azionata solo da equazioni e reattori. Fu azionata anche da uomini che, nei momenti di pausa o di riflessione, si riconoscevano attraverso simboli più antichi della bomba stessa.

🜁 Attenzione all’Operazione Nucleare Italiana

🜁 Attenzione all’Operazione Nucleare Italiana

L’Italia si sta preparando a un ritorno al nucleare, con particolare enfasi sui cosiddetti reattori piccoli e modulari (SMR).

Prima di procedere a testa bassa, sarebbe opportuno che le forze politiche italiane riflettessero su un fatto poco discusso: uno dei principali attori globali di questa nuova generazione di reattori nucleari è Bill Gates attraverso la sua società TerraPower.

Lo stesso Bill Gates che, attraverso la sua fondazione, è stato uno dei maggiori finanziatori privati della campagna vaccinale globale degli ultimi anni.

Chiamiamolo con il nome giusto: mentre ci viene venduta l’immagine del filantropo illuminato che salva il mondo, stiamo per consegnare una porzione significativa della nostra futura politica energetica a colui che possiamo definire, senza troppi giri di parole, il fondatore del sistema operativo WIDOW.

Perché se Windows doveva servire a far funzionare i computer, questo nuovo sistema sembra avere come obiettivo principale quello di moltiplicare le vedove.

Prima di firmare accordi strategici di lungo periodo con chi già detiene un’influenza enorme sulla nostra salute pubblica, sarebbe il caso di chiedersi chi realmente controllerebbe, tra vent’anni, l’energia elettrica degli italiani. E soprattutto, a quale prezzo.

La scelta di tornare al nucleare può anche essere legittima. Ma farlo aprendo la porta principale a chi ha già dimostrato di voler esercitare un controllo capillare sulla popolazione attraverso altre vie, è una decisione che dovrebbe essere presa con estrema consapevolezza, non con l’entusiasmo sprovveduto di chi pensa di fare solo “tecnologia pulita”.

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Bill Gates è fortemente coinvolto nell’industria nucleare attraverso la società TerraPower, che ha fondato nel 2006 (e di cui è tuttora Chairman).

I punti principali:

  • TerraPower sviluppa reattori nucleari di nuova generazione, in particolare il modello Natrium, un reattore veloce raffreddato a sodio con sistema di accumulo di energia.
  • Stanno costruendo il primo impianto dimostrativo a Kemmerer, Wyoming. I lavori sono già iniziati da tempo e l’obiettivo è di renderlo operativo intorno al 2030.
  • Recentemente hanno anche stretto accordi importanti, tra cui uno con Meta per costruire fino a 8 reattori per alimentare i data center.
  • Oltre all’energia, TerraPower sta lavorando anche sulla produzione di isotopi medici (per terapie contro il cancro).

Quindi sì, Gates non è uno che “parla” di nucleare: ci sta investendo pesantemente da quasi vent’anni, sia con soldi suoi che attraverso partnership con il Dipartimento dell’Energia americano.

 

Timeline Parallela

Trattato TPNW (Proibizione Armi Nucleari)

  • Luglio 2017: Il trattato viene adottato dall’Assemblea Generale ONU (122 voti a favore, boicottato da tutti i Paesi nucleari e dalla NATO).
  • 20 Settembre 2017: Il trattato viene aperto alla firma.
  • 2018–2020: Fase lenta di ratifiche (molto pochi Paesi inizialmente).
  • 24 Ottobre 2020: Honduras deposita la 50ª ratifica → il trattato diventa vincolante.
  • 22 Gennaio 2021: Il trattato entra ufficialmente in vigore.

Operazione COVID

  • 18 Ottobre 2019: Si svolge Event 201 a New York (simulazione di una pandemia da coronavirus organizzata da Johns Hopkins, World Economic Forum e Bill & Melinda Gates Foundation).
  • Dicembre 2019: Primi casi ufficiali a Wuhan.
  • 11 Marzo 2020: OMS dichiara la pandemia.
  • 15 Maggio 2020: Trump lancia ufficialmente Operation Warp Speed.
  • Aprile–Novembre 2020: Sviluppo accelerato dei vaccini + ordini miliardari.
  • 11 Dicembre 2020: FDA concede Emergency Use Authorization a Pfizer.
  • Inizio Gennaio 2021: Campagna di vaccinazione di massa parte a livello globale.

Osservazione chiave

La preparazione del trattato è stata molto lunga (dal 2017 al 2021), mentre la preparazione dell’operazione Covid ha avuto un’accelerazione fortissima soprattutto a partire da maggio 2020 (Operation Warp Speed), dopo che era già chiaro che il TPNW avrebbe raggiunto le 50 ratifiche.

Il momento di maggiore sovrapposizione è tra ottobre 2020 e gennaio 2021:

  • Ottobre 2020: si raggiunge la 50ª ratifica del trattato.
  • Dicembre 2020 / Gennaio 2021: autorizzazioni di emergenza dei vaccini e inizio della campagna globale di massa.

🜁 Il Ranch di Zorro

Un dettaglio poco noto ma particolarmente suggestivo riguarda il Zorro Ranch, acquistato da Jeffrey Epstein nel New Mexico. La proprietà si trova strategicamente posizionata tra due dei siti nucleari più sensibili degli Stati Uniti: il Los Alamos National Laboratory e il Sandia National Laboratories.

Epstein non si limitò ad acquistare un semplice ranch nel deserto. Secondo i documenti emersi, fece installare sul terreno un sofisticato sistema di comunicazione, ben oltre le esigenze di una normale residenza privata. Il nome stesso scelto per la proprietà — Zorro Ranch — richiama il leggendario giustiziere mascherato, quasi a suggerire che qualcosa di nascosto stesse avvenendo in quella zona.

Che un uomo con i legami che Epstein aveva nel mondo della scienza, della finanza e della politica decidesse di acquistare un terreno incastonato tra i due laboratori nucleari più importanti del Paese non può essere liquidato semplicemente come una coincidenza curiosa.

Questo elemento aggiunge un ulteriore strato al quadro complessivo: un individuo che intratteneva rapporti stretti con Bill Gates (principale finanziatore di TerraPower) possedeva una proprietà situata proprio nel cuore geografico della ricerca nucleare americana.

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🜁 Riflessione del Cervello in Comune

C’è un pattern ricorrente nella gestione dei grandi eventi sistemici in Italia, e non solo.

Quando si devono prendere decisioni particolarmente impopolari o potenzialmente esplosive, il sistema tende a mettere al governo forze politiche percepite come “di sinistra” o “progressiste”. Il motivo è semplice: gran parte dell’opinione pubblica e dei media di riferimento, che normalmente sarebbero critici verso certe scelte, tende a sospendere il giudizio o a giustificare l’operato proprio perché “il governo è di sinistra”.

Due esempi molto chiari:

  • 1999 – Operazione D’Alema: Un governo di centrosinistra guidato da Massimo D’Alema partecipa alla guerra in Kosovo, un intervento militare senza alcuna copertura ONU e quindi palesemente illegale secondo il diritto internazionale. Come disse Cossiga, fu scelto proprio D’Alema perché con un governo di sinistra nessuno avrebbe urlato allo scandalo o organizzato una vera opposizione.
  • 2020-2021 – Governo Conte II (M5S + PD): L’Italia vota contro la risoluzione ONU per il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) sotto il governo Conte, con una ambasciatrice legata all’area 5 Stelle. Pochi mesi dopo, lo stesso governo Conte gestisce l’inizio della campagna vaccinale di massa e l’adesione all’iniziativa COVAX. Anche in questo caso, un governo percepito come “populista/progressista” ha portato avanti misure che, se prese da un governo di centrodestra, avrebbero probabilmente generato una opposizione molto più dura.

Il meccanismo è sempre lo stesso: quando devi far passare scelte forti, controverse o potenzialmente destabilizzanti, è molto più efficace avere al governo forze politiche che godono di una “copertura ideologica” presso gran parte della stampa e dell’intellighenzia.

Questo crea un doppio vantaggio: da una parte si riduce la resistenza popolare, dall’altra si mantiene il controllo narrativo. Chi critica viene facilmente tacciato di essere “estremista di destra”, anche quando le critiche sono fondate.

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Consiglio strategico per una vera sovranità energetica

Prima di lanciare un programma di ritorno al nucleare — soprattutto con reattori piccoli e modulari — l’Italia dovrebbe imporre come condizione preliminare la bonifica seria e verificabile degli effetti della contaminazione nucleare ancora presente sul territorio e nell’atmosfera.

Abbiamo ancora oggi residui dei test nucleari storici, rilasci cronici da incidenti passati e fallout che continua a scendere dal jet stream. Pretendere di costruire nuovi reattori senza prima aver affrontato con trasparenza e rigore scientifico l’eredità radioattiva esistente sarebbe irresponsabile.

Bonificare prima significa:

  • Mappatura indipendente e aggiornata della contaminazione (suolo, acqua, cibo, aria).
  • Monitoraggio cittadino reale (con strumenti come Radiacode) e non solo dati ufficiali.
  • Piani concreti di mitigazione e risanamento, soprattutto nelle zone più esposte (come alcune aree del Centro-Sud).
  • Valutazione reale dei costi sanitari a lungo termine della contaminazione storica.

Solo dopo aver dimostrato di saper gestire e ridurre l’eredità radioattiva del passato avrebbe senso procedere con nuovi impianti. Altrimenti rischiamo di aggiungere nuova contaminazione su quella vecchia, moltiplicando i problemi invece di risolverli.

Questa non è una posizione anti-nucleare. È una posizione pro-sovranità e pro-salute pubblica. Chi vuole davvero il nucleare dovrebbe essere il primo a pretendere pulizia e verità sul passato.

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Analisi rapida e diretta

I cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (USA, Russia, Cina, Francia, Regno Unito) sono anche i cinque Stati nuclearmente armati riconosciuti dal Trattato di non proliferazione (NPT). Questo non è un caso.

Questi stessi Paesi (con l’eccezione parziale della Cina) hanno storicamente avuto legami molto stretti con le reti finanziarie occidentali che passano anche attraverso la BIS di Basilea. La BIS, come sappiamo, è il luogo dove si incontrano le banche centrali. Il suo nucleo storico e operativo è sempre stato dominato da un gruppo ristretto di Paesi e di persone.

Quando si parla di “nucleo interno o cerchia” della BIS, si sta descrivendo esattamente quel livello di cui parlava Quigley: non l’istituzione formale visibile, ma il livello più ristretto dove si prendono decisioni di coordinamento che poi vengono presentate come tecniche o inevitabili.

L’omertà complice sulla propaganda nucleare (minimizzazione dei rischi, narrazione della “deterrenza necessaria”, rimozione sistematica del dibattito sui residui e sugli effetti a lungo termine) è stata mantenuta per decenni proprio da questi soggetti. Non serve un “complotto” centralizzato: basta un interesse convergente tra:

  • Potere militare (deterrenza nucleare)
  • Potere finanziario (controllo della moneta e del debito)
  • Potere politico (mantenimento dello status di grande potenza)

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e il nucleo della BIS rappresentano due facce della stessa struttura di governance globale non eletta.

 

giovedì 11 giugno 2026

Il “Nukey Poo”: il reattore nucleare dimenticato dell’Antartide


Il “Nukey Poo”: il reattore nucleare dimenticato dell’Antartide

di Marco Saba — Protocollo CIC

 

Tra le tante storie poco raccontate dell’era atomica, quella del PM-3A “Nukey Poo” merita un posto di rilievo. Non è un test nucleare segreto, ma un esperimento reale, concreto e decisamente problematico: il primo (e unico) reattore nucleare portatile installato sul continente antartico.

Un reattore in mezzo al ghiaccio

Nel 1962, in piena Guerra Fredda, gli Stati Uniti decisero di testare la possibilità di produrre energia nucleare in uno degli ambienti più ostili del pianeta: la stazione McMurdo in Antartide.

 

Il PM-3A (Portable Medium-power reactor, versione 3A) era un piccolo reattore ad acqua pressurizzata da circa 1,75 MW elettrici. Doveva servire a rendere la base americana indipendente dal rifornimento costante di diesel, estremamente costoso e complicato in Antartide.

PM-3A Nuclear Power Plant in fase di scarico in Antartide (fonte storica US Navy).

 

Venne installato nel 1962 e rimase operativo fino al 1972. Per dieci anni fornì elettricità, calore e acqua desalinizzata alla base.

Panorama storico di McMurdo Station durante il periodo del reattore

 

Il soprannome non era casuale

I militari lo chiamavano affettuosamente (o ironicamente) “Nukey Poo” — “Nukey Cacca”. Il motivo? Il reattore ebbe diverse perdite radioattive durante il suo esercizio. Problemi di corrosione, guasti ai sistemi di contenimento e incidenti minori resero la gestione molto più complicata del previsto.

Nel 1972, dopo ripetuti problemi di sicurezza, venne deciso lo spegnimento definitivo e la rimozione completa dell’impianto.

La bonifica: un’operazione colossale

La pulizia fu tutt’altro che semplice. Secondo i documenti ufficiali della US Navy:

  • Furono rimossi circa 12.000 tonnellate di suolo e materiale contaminato.
  • Il reattore stesso e tutti i componenti radioattivi vennero trasportati negli Stati Uniti per lo smaltimento.
  • L’operazione richiese anni e costi elevati.
Atomic energy for Antarctica: the rise and fall of “Nukey Poo” | Polar  Record | Cambridge Core

Atomic energy for Antarctica: the rise and fall of “Nukey Poo” | Polar Record | Cambridge Core

Ancora oggi, nel ghiaccio e nel suolo intorno a McMurdo, rimangono tracce di contaminazione (tra cui isotopi come il plutonio e il cloro-36), anche se le autorità sostengono che i livelli siano entro i limiti “accettabili”.

Perché è importante ricordarlo

Il caso Nukey Poo è emblematico di diversi meccanismi che abbiamo imparato a riconoscere con il Cervello in Comune:

  • Packaging celebrativo della tecnologia nucleare (“energia pulita anche ai Poli!”) contrapposto alla realtà operativa.
  • Chiusura dell’accesso alla verifica (molti documenti rimasero classificati per decenni).
  • Costo dell’insider: chi segnalava i problemi di sicurezza rischiava la carriera.
  • Cherchez l’argent: l’esperimento serviva anche a testare tecnologie militari in ambiente estremo, con finanziamenti del Pentagono.

Dimostra inoltre che, nonostante il Trattato Antartico del 1959 vietasse le esplosioni nucleari, l’uso pacifico (o “pseudo-pacifico”) della tecnologia atomica in Antartide è stato tentato comunque.

The Story Of Nukey Poo · MaisonBisson

The Story Of Nukey Poo · MaisonBisson

Conclusione

Nukey Poo non è una grande cospirazione, ma è una piccola, concreta lezione di umiltà nucleare. Anche in un ambiente apparentemente incontaminato come l’Antartide, introdurre tecnologia atomica ha lasciato un’impronta radioattiva duratura e ha richiesto una bonifica massiccia.

Ci ricorda che le promesse di “energia nucleare sicura ovunque” vanno sempre confrontate con la realtà dei fatti, non con le slide PowerPoint.

Fonti principali: rapporti US Navy declassificati, documenti NSF (National Science Foundation), studi ambientali su McMurdo.

I dodici struzzi di Bruxelles: il monumento più sincero d’Europa

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