mercoledì 30 settembre 2015

DATI DI CHERNOBY: NON UN'OPINIONE, MA UN REATO

I DATI DI CHERNOBYL NON SONO UN'OPINIONE MA UN REATO
 http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=2302
« il: 15 Set 15, 19:58:41 pm »
Riporto volentieri questo articolo che ho trovato in rete e che riporta dati che sto sostenendo da anni e che ormai sono statisticamente confermati, oltre che supportati da indagini scientifiche. Già 10 anni fa, nelle mie controdeduzioni al Chernobyl Forum, riportavo dati importanti sulle conseguenze del fallout di Chernobyl. Invito ad andarle a leggere per capire le cialtronerie di chi afferma (come il prof. Battaglia citato nell'articolo qui sotto) che a Chernobyl sono morte poche decine di persone: [Vedi]
Preoccupante leggere i dati dei più recenti studi del prof. YURI BANDAZHEVSKY nella regione contaminata di Ivankov in Ucraina: [Vedi PDF]
Nel mio prossimo viaggio di inizio ottobre 2015 in Ucraina incontrerò il prof. Bandazhevsky e cercherò di sostenere la sua attività di ricercatore oltre che la sua condizione umana di persona esiliata per avere denunciato i danni del fallout di Chernobyl. Maggiori informazioni sul prof. Bandazhevsky le trovate qui: [Vedi] Il testo é un appello per sostenere l'attività del professore. Penso che sia doveroso e che sia un risonoscimento alla scelta del professore di volere essere "cittadino di Chernobyl" per vivere accanto alle vittime e per dare un contributo alla comunità internazionale, e quindi a noi tutti, per capire - tramite dati oggettivi e ricavati sul posto - quali siano le vere conseguenze di Chernobyl (a oltre i danni 29 anni dall'incidente) e con esse comprendere le conseguenza correlate all'uso del nucleare. Consegnerò personalmente al professore quanto raccolto, ma per adesso la campagna a suo sostegno si é rivelata modesta. Mi auguro che nei prossimi 15 giorni ci sia un'impennata delle donazioni a favore del professore, della sua scelta unana e professionale e dei suoi studi
.
Massimo Bonfatti - Presidente di Mondo in Cammino

>>>SOSTIENI IL PROFESSORE YURI BANDAZHEVSKY

I dati di Cernobyl non sono un'opinione ma un reato

Tra il 1990 e il 2000, l’incremento dei tumori in Bielorussia è stato del 40% maggiore, 52% nella regione altamente contaminata di Gomel.
di Lorenzo Bedin



Il tribunale di Ascoli Piceno ha condannato a un anno di reclusione Beppe Grillo per aver diffamato Franco Battaglia, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Grillo in un comizio aveva duramente attaccato il docente che in una trasmissione televisiva aveva affermato come quella nucleare sia la tecnologia più sicura esistente e che erano stati pochissimi i morti a causa del disastro nucleare della centrale di Cernobyl nel 1986.

Grillo è stato condannato per quello che viene ancora definito come reato d'opinione, ma le affermazioni del prof. Battaglia, parlando di qualcosa di terribile, materiale e dimostrabile sul piano scientifico, non sono accettabili neanche come un opinione, sulla scienza non si fa opinione ma ricerca, verifiche, dati, risultati empirici.

Guarda QUI il video con le parole del prof. Battaglia alla trasmissione Anno Zero.

Le affermazioni del prof. Battaglia del resto sono state clamorosamente smentite sia dalla realtà che da studi scientifici.
Ad aprile di quest’anno, Greenpeace ha raccolto in un rapporto i contributi di una  sessantina di scienziati e ricercatori di Ucraina, Bielorussia e Russia per cercare di comprendere le conseguenze del disastro nucleare di Cernobyl sulla  salute a lungo termine.

Le stime sulla mortalità derivante dall’incidente di Cernobyl variano a seconda dei parametri presi in esame. La più recente ricerca epidemiologica, pubblicata in collaborazione con l’Accademia Russa delle Scienze, mostra che gli studi precedenti erano stati troppo cauti. Per esempio, l’AIEA nel 2005 parla di soli quattromila morti, ma le statistiche più recenti stimano invece in duecentomila le morti dovute all’incidente di Cernobyl, tra il ’90 e il 2004 prendendo in esame solo Ucraina, Bielorussia e Russia.

La sintesi del rapporto dimostra quanto sia ampio il margine di incertezza sull’impatto reale del disastro: il rapporto di Greenpeace, includendo dati nuovi, sottolinea comunque come le statistiche ufficiali dell’industria nucleare (ad esempio il rapporto AIEA del 2005) abbiano sottostimato sia l’impatto locale che quello internazionale dell’incidente.

Oggi è chiaro che Cernobyl ha causato un incremento considerevole dei casi di tumore, in particolare nelle aree fortemente contaminate e tra i ‘liquidatori’. I ‘liquidatori’ della Bielorussia, ad esempio, mostrano un’elevata incidenza di tumori ai reni, alla vescica e alla tiroide nel periodo 1993 –2003. La leucemia è considerevolmente alta nei ‘liquidatori’ ucraini, negli adulti bielorussi e nei bambini delle aree più contaminate della Russia e Ucraina.

Altri esempi, pur non esaustivi:

• Tra il 1990 e il 2000, l’incremento dei tumori in Bielorussia è stato del 40 per cento con incremento maggiore, 52 per cento, registrato nella regione altamente contaminata di Gomel.
• In Russia, i casi di cancro nelle regioni fortemente contaminate di Kaluga e Bryansk sono stati superiori all’intero Paese nel suo complesso. Nelle aree altamente contaminate di Bryansk la morbilità è 2,7 volte superiore rispetto alle aree meno contaminate della regione.
• Nella regione ucraina di Zhytomir, il tasso di cancro tra gli adulti è aumentato di tre volte dal 1986 al 1994, dall’ 1.34 per cento al 3.91 per cento.

Il cancro alla tiroide è aumentato drammaticamente in tutti e tre i Paesi, come previsto per il rilascio di massicce quantità di radiazioni.

L’incidenza nella regione fortemente contaminata di Bryansk nel periodo 1988-1998 è stato il doppio di quello della Russia e il dato è triplicato nel 2004. Stime anche di sessantamila casi in eccesso sono state fatte per le sole Ucraina, Bielorussia e Russia.

I bambini che avevano fino a 4 anni al tempo dell’esposizione si sono dimostrati particolarmente vulnerabili al cancro. Prima dell’incidente, l’incidenza del cancro alla tiroide tra bambini e 4 adolescenti era in media di 0.09 casi ogni 100 mila all’anno. Dopo l’incidente, è salita a 0.57-0.63 ogni 100 mila all’anno.

Il picco dei tumori alla tiroide tra coloro che erano bambini o adolescenti al tempo della catastrofe si registrerà nel periodo 2001-2006.

I tumori alla tiroide dovuti all’esposizione alle radiazioni di Cernobyl si sono mostrati particolarmente aggressivi con formazione precoce e rapida di tumori secondari alle ghiandole linfatiche e ai polmoni con peggioramento delle prognosi e con richieste di interventi chirurgici multipli da effettuare.

Dato il lungo periodo di latenza di questi tumori, è possibile aspettarsi un loro aumento ancora per decadi e anche la parte della popolazione che ha ricevuto dosi relativamente più basse andrebbe sottoposta a un monitoraggio a lungo termine in modo da poter intervenire tempestivamente.

Leucemia

I più alti tassi di leucemia acuta tra i “liquidatori” bielorussi sono stati riscontrati per la prima volta nel 1990 -91. Dal 1992, incrementi significativi nell’incidenza di tutte le forme di leucemia si sono registrati nella popolazione adulta di tutta la Bielorussia.

In Ucraina, nelle quattro aree più altamente contaminate delle  regioni di Zhytomyr e Kiev, la frequenza di tumori maligni del sangue era significativamente più alta rispetto al periodo prima della catastrofe.

Nella regione di Tula la leucemia infantile nel periodo post-Cernobyl ha superato i tassi medi della Russia, soprattutto nei bambini tra i 10-14 anni. A Lipetsk sono aumentati di 4,5 volte dal 1989 al 1995.

Alcuni dati suggeriscono che il rischio di leucemia è aumentato regolarmente nei feti esposti alle radiazioni.

Altri tumori.

Un aumento dei tumori delle vie respiratorie nelle donne è stato osservato in molte aree contaminate della regione di Kaluga. Dal 1995 in avanti una crescita di tumori allo stomaco, ai polmoni, al seno, al retto, al colon, alla tiroide, al midollo osseo, al sistema linfatico è stato registrato nel sud-est della regione. A Tula, tra il 1990 e il 1994, sono stati rilevati alti tassi insoliti di tumore alle ossa e al sistema nervoso centrale nei bambini.

In molti territori contaminati dell’Ucraina l’incidenza di tumori al seno resta abbastanza stabile e un po’ più basso rispetto alle zone circostanti per tutto il periodo del 1980-1992. Comunque, dal 1992 in poi i casi di tumori al seno cominciano ad aumentare e  recentemente è stato registrato anche un aumento di tumori alle vie urinarie e alla vescica.



Le fonti del rapporto di Greenpeace

1 Minatom (Russian Ministry of Nuclear Energy ), Branch report on safety for 2001, Moscow, 2002
2 IAEA (2005) Chernobyl: The True Scale of the Accident. [Vedi]
3 Chernobyl Forum .Expert Group “Health” (EGH) Report “Health Effects of the Chernobyl Accident and Special Health Care Programs” , Working Draft, August 31, 2005
4 Mousseau T, Nelson N, Shestopalov V (2005). Don’t underestimate the death rate from Chernobyl. Nature 437, 1089
5 Anspaugh LR, Catlin RJ, Goldman M. (1988) The global impact of the Chernobyl reactor accident. Science  242:15141519.
6 Shcherbak Y. (1996). Ten Years of the Chornobyl Era. Scientific American. 274(4): 44-49Sinclair, W.K. (1996)  The international role of RERF. In: RERF Update 8(1): 6-8
7 Malko, M.V. (2006) In: Estimations of the Chernobyl Catastrophe (on the base of statistical data from Belarus  and Ukraine), Publ: Centre of the Independent Environment Assessment of the Russia Academy of Sciences, ISBN 5-94442-011 -1
8 Khudoley et all. (2006) Attempt of estimation of the consequences of Chernobyl Catastrophe for population living at the radiation- polluted territories of Russia. Publ: Centre of the Independent Environment Assessment of the Russia Academy of Sciences, Consequences of the Chernobyl Accident: Estimation and prognosis of additional mortality and cancer deseases. ISBN 5-94442-011-1
9 Gofman J. (1990),. Radiation Induced Cancer from Low Dose Exposure: an Independent Analysis. ISBN 0-932682-89-8.
10 Bertel R. 2006. The Death Toll of the Chernobyl Accident. In: Busby C.C., Yablokov A.V. (Eds.). ECRR Chernobyl: 20 Years On. Health Effects of the Chernobyl Accident. Documents of the ECCR, N 1, Green Audit, Aberystwyth, pp. 245 –248.
11 ECRR 2003 Recommendations

sabato 30 maggio 2015

Uranio impoverito: sentenza definitiva della Corte d'Appello di Roma

 Uranio impoverito
Carissimi,
questa settimana riportiamo integralmente un articolo apparso su Il Fatto Quotidiano che contiene una notizia passata un po' troppo in silenzio.
Si tratta di una sentenza definitiva della Corte d'Appello di Roma che afferma con "inequivoca certezza" la connessione tra l'esposizione all'uranio impoverito e la malattia che ha colpito tanti nostri militari che erano stati in Kosovo tra il 2002 e il 2003, in questo caso specifico, un sottoufficiale morto di cancro.
La battaglia per il riconoscimento dei danni provocati dai proiettili all'uranio impoverito è stata una delle tante affrontate da Franca Rame prima, durante e dopo la sua elezione al Senato.
A giusto due anni dalla morte, ci piace pensare che questa sentenza l'avrebbe un po' rappacificata nei confronti di questo terribile dramma passato sotto silenzio.
Questo Cacao del Sabato è dedicato a lei.
Se volete leggere di tutte le iniziative prese da Franca contro l'uranio impoverito e avere ulteriori informazioni, potete andare qui
26 maggio 2015
Da Il Fatto Quotidiano
Articolo di Andrea Pitoni


Uranio impoverito
Sentenza definitiva della Corte d'Appello. Sul caso di un sottufficiale morto di cancro dopo la missione in Kosovo. Con "l'inequivoca certezza" del nesso di causalità tra esposizione alla sostanza tossica e la malattia. L'avvocato Tartaglia: "Dimostrato che i vertici militari conoscevano i pericoli e non hanno fatto nulla per prevenirli". Leggiero (Osservatorio militare) chiede un incontro a Mattarella (che declina)

E' una storia di silenzi, omissioni e verità nascoste. Ma anche di morte e sofferenza. La racconta la prima pronuncia della corte d'appello di Roma, definitiva dal 20 maggio, sui casi dei decessi legati all'uso dell'uranio impoverito in Kosovo. Ed è una sentenza dirompente. Non solo per l'entità del risarcimento record (quasi 1 milione 300mila euro oltre al danno da ritardato pagamento) accordato ai familiari di un militare italiano ammalatosi e deceduto per un tumore contratto dopo aver partecipato proprio a quella missione. Ma anche per le motivazioni con le quali il ministero della Difesa è stato condannato a pagare. Innanzitutto, perché la decisione della prima sezione civile della corte d'appello di Roma conferma, come già accertato dal tribunale, "in termini di inequivoca certezza, il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri di uranio impoverito e la patologia tumorale". Ma, sanziona, come già fatto dal giudice di primo grado, anche la condotta dei vertici delle Forze Armate per aver omesso di informare i soldati "circa lo specifico fattore di rischio connesso dell'esposizione all'uranio impoverito".

DIFESA A RISCHIO In pratica, come spiega al ilfattoquotidiano.it l'avvocato Angelo Fiore Tartaglia, che rappresentava in giudizio i familiari del sottufficiale morto dopo aver prestato servizio in Kosovo tra il 2002 e il 2003, la sentenza "ha accertato non solo che i vertici militari erano a conoscenza dei rischi derivanti dall'esposizione all'uranio impoverito, ma anche che non hanno fatto nulla per prevenirli". E a niente sono valse, sul punto, le doglianze del ministero della Difesa. Perché perdere la vita in guerra per una pallottola -è il senso della sentenza- fa parte dei rischi del mestiere di un militare. Ma altro conto è morire contraendo un tumore per l'esposizione a sostanze tossiche ignorandone i possibili effetti che, invece, come sostiene la sentenza, erano noti ai vertici della Difesa.

TUTTI IN PROCURA "Fino alla decisione della corte d'Appello, anche sulla base delle conclusioni delle varie commissioni parlamentari che si sono occupate dei casi di tumore da esposizione all'uranio impoverito che hanno coinvolto diversi militari italiani, il nesso di causalità era confinato nel campo della probabilità  - aggiunge l'avvocato Tartaglia - Questa sentenza, invece, stabilisce il principio dell'inequivoca certezza, cioè che la causa della malattia contratta dal militare poi deceduto è proprio l'esposizione a questa sostanza". Aprendo, adesso che è passata in giudicato, scenari giudiziari  imprevedibili. "Perché si tratta di una decisione - prosegue il legale - che potrebbe dar luogo a responsabilità penale per reati gravi perseguibili anche d'ufficio". Insomma, non è da escludere che la decisione del giudice civile e la condotta dei vertici militari diventino materia d'interesse anche per la Procura della Repubblica.

SILENZI COLPOSI Sia il giudice di primo grado che quello di secondo grado avevano ripercorso alcune tappe della vicenda legate alla missione in Kosovo poste poi a fondamento delle rispettive decisioni. L'utilizzo dei proiettili all'uranio impoverito (cosiddetti DU) "era stato confermato dal memorandum del Department of the Army - Office of Surgeon General" del 16 agosto 1993, "dalla Conferenza di Bagnoli del luglio 1995_, dalla "relazione della commissione d'inchiesta del Senato approvata in data 13 febbraio 2006_ e "dalla deposizione del dottor Armando Benedetti", esperto qualificato in radio protezione del Cisam (il Centro interforze studi per le applicazioni militari) ascoltato proprio dalla commissione parlamentare in merito all'utilizzo del DU in Kosovo ed alla riscontrata presenza della sostanza nella catena alimentare. Tutti elementi dai quali «poteva evincersi che il ministero della Difesa fosse a conoscenza dell'esistenza dell'uranio impoverito durante la missione di pace o quanto meno sul serio rischio del suo utilizzo nell'area, nonché degli effetti del DU per la salute umana". Insomma, secondo i giudici, sussistevano "tutti i requisiti per configurare una responsabilità del ministero della Difesa... per avere colposamente omesso di adottare tutte le opportune cautele atte a tutelare i propri militari dalle conseguenze dell'utilizzo dell'uranio impoverito".
SCAMBI AL VERTICE Ma nella vicenda c'è anche un risvolto extragiudiziario sollevato da Domenico Leggiero, responsabile del comparto Difesa dell'Osservatorio militare del personale delle forze armate. Riguarda gli scambi di informazione che ci furono sul tema tra vertici militari e politici.  E che interessa anche l'attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prima vice presidente del Consiglio (dal 21 ottobre 1998 al 22 dicembre 1999) e poi ministro della Difesa (dal 22 dicembre 1999 all'11 giugno 2001) nei governi D'Alema e Amato.

Quando il militare deceduto, della cui vicenda si occupa la sentenza della Corte d'Appello, prestava servizio in Kosovo tra il 2002 e il 2003, l'attuale capo dello Stato non rivestiva più alcuna carica di governo. "Ma da ministro", ricorda Leggiero, "sulla questione delle munizioni arricchite con uranio impoverito impiegate nella guerra dell'ex Jugoslavia era intervenuto più volte dopo i primi casi di leucemia che avevano iniziato ad abbattersi sui reduci delle missioni nei Balcani". Il 27 settembre 2000, Mattarella in effetti rispose in Parlamento ad un'interrogazione relativa a due episodi di decessi verificatisi tra i militari italiani. "Nel primo caso il giovane, vittima della malattia, non era mai stato impiegato all'estero - spiegò l'allora ministro della Difesa - Nel secondo caso il giovane militare era stato impiegato in Bosnia, a Sarajevo precisamente, dove non vi è mai stato uso di uranio impoverito". Circostanza poi rivelatasi non vera. Perché in Bosnia, zona di Sarajevo compresa, gli aerei americani scaricarono 10.800 proiettili all'uranio impoverito. E lo stesso Mattarella, tre mesi dopo, il 21 dicembre 2000, ne prese atto.

PROTEZIONE ASSICURATA  Il 10 gennaio 2001, Mattarella intervenne di nuovo al Senato: "Per quanto riguarda il Kosovo, come è noto da allora, la Nato, nel maggio 1999, ha fatto sapere di aver utilizzato in quella regione munizionamento all'uranio impoverito... L'ingresso delle nostre truppe in Kosovo è avvenuto successivamente alla notizia pubblica - ripeto - dell'uso di munizioni all'uranio impoverito... Di conseguenza, fin dall'ingresso dei nostri militari in Kosovo si sono potute adottare misure di protezione adeguate". Messaggio rassicurante, ma che adesso non trova riscontro nella sentenza della Corte d'Appello di Roma passata in giudicato. Secondo la quale, anzi, il vertice militare ha "colposamente omesso" di adottare misure adeguate per tutelare i nostri soldati. Per cui, domanda Leggiero: "I vertici militari non hanno informato il ministro? Cosa molto probabile. Hanno sdrammatizzato la situazione convinti di controllare le conseguenze della vicenda? Cosa probabile. O, infine, i vertici militari hanno detto la verità al ministro, che quindi sapeva? Cosa molto poco probabile".

INCONTRO DECLINATO Comunque siano andate le cose, Leggiero ha scritto una lettera al capo dello Stato per avere un incontro e discutere della vicenda dell'uranio impoverito. Richiesta però declinata da un suo collaboratore: "Sono spiacente di doverle comunicare", recita la risposta dal Quirinale, "che l'agenda presidenziale, per i prossimi mesi, è fitta di impegni istituzionali".

QUI L'ARTICOLO SUL FATTO QUOTIDIANO

sabato 11 aprile 2015

U.S.: Your Radiation, This Week

Your Radiation, This Week

Apr 1 - April 8, 2015

(San Francisco) April 10, 2015 – Good Day, this is “Your Radiation, This Week.” These are the recorded Radiation Highs that affected people this week around the United States and in your neighborhood.
Let’s get right to it.
RADIATION CPM* CITY STATE
(*Counts per Minute, 50 CPM is an alert level. Levels are in Gamma unless noted.)
289 CPM Boston, MA
184 CPM New York City
404 CPM Raleigh, NC New
275 CPM Atlanta, GA
454 CPM Miami, FL
200 CPM Chicago, IL
194 CPM St Paul, MN
489 CPM Lincoln, NE, Gamma and Beta Radiation Combined CPM.
236 CPM Des Moines, IA
327 CPM Aberdeen, SD
546 CPM Rapid City, SD
397 CPM Kansas City, KA
281 CPM Tulsa, OK
447 CPM Little Rock, AR
230 CPM Dallas, TX
277 CPM Lubbock, TX
421 CPM South Valley, NM
279 CPM Albuquerque, NM Taken OFF LINE MAR 5TH.
549 CPM Grand Junction, CO
698 CPM Billings, MT
319 CPM Phoenix, AZ
369 CPM Tucson, AZ
157 CPM Las Vegas, NV
378 CPM San Diego, CA
318 CPM Los Angeles, CA
230 CPM San Francisco, CA
474 CPM Spokane, WA
Across the United States from East to West and North to South, this is Your Radiation, This Week.

ARE YOU AS HEALTHY AS YOUR PARENTS WERE?

SALTING FRENCH FRIES 946764Like salting French Fries at your favorite Diner, the radiation falls out of the sky and gets us all.
No one is left out. One result is that we are not as healthy as our parents and grandparents were at our age. Government nuclear weapons policy says it is worth it to have the Bomb – Global Thermonuclear Weapons, and little, more usable ones, too. This policy just makes us all less healthy.

Lincoln, NE from the list above experienced 489 CPM of combined Gamma and Beta Radiation this past week. That is serious stuff, nothing to fool around with. A good question is where did the 489 CPM of Radiation come from?
Lincoln is surrounded by three aging, leaking nuclear power plants. Lincoln is directly in the path of the powerful Jet Stream moving South from the Arctic and Canada carrying radiation from radioactive wars and 486 other decrepit reactors all over the world. All these things contribute to the radiation count in Lincoln today.
It is important to note these radiation plumes don’t go around the world just once, the plumes go around the world many times, dropping part of the radioactive load each mile of the way. All forms of precipitation are good scavengers of radiation from the atmosphere. Some, like snow, are better than most. California gets much of its water from the snow melt during a normal spring and winter.
As a result, 70 years after the nuclear business started, Lincoln and many other communities are paying the price.
Everyone in Lincoln breathes about 17 times a minute. Part of the radiation in the air ends up inside them. A milligram, or 0.0000352 of an ounce, of radioactive particles fires about 800 rounds a minute, forever, inside folks. It causes heart disease, cancers and hundreds of other diseases; but, first and foremost is heart disease. These weapons never jam and never run out of rounds.
DILUTION IS THE ANSWER ?
Many people have heard the old chant “Dilution is the answer to pollution,” you may have even said it yourself. Some items, like thousands of radioactive compounds and molecules, instead of being destroyed are merely spread out wider to attack more people, animals and plants.
Dr John Gofman, former Medical Director of the Lawrence Livermore Nuclear Weapons Lab stated “… If you pollute when you DO KNOW there is NO safe dose with respect to causing extra cases of deadly cancers or heritable effects, you are committing premeditated random murder.” [Emphasis added.] – John W. Gofman, Ph.D., M.D. (1918-2007), associate director, Lawrence Livermore National Laboratory 1963-1969) — Comments on a Petition for Rulemaking to the Nuclear Regulatory Commission, May 21, 1994.”
In civilian use you cannot slice it any finer than one molecule. In militaries it is called a nuclear weapon, some electricity makers use it in nuke power plants. What worked as conventional wisdom in the Middle Ages about dilution and pollution doesn’t work with nuclear material today.
However, 16th century thinking abounds in the militaries of nuclear nations. The former Soviet Union dumped reactors off the coast of Siberia and the American military dumped nuclear material off both the East and West Coasts of the States. The practice has not necessarily stopped, it is spreading.
Famously, the Mafia in Southern Italy regularly buys old freighters, loads them with radioactive used fuel rods from reactors, drives them out in the the ocean and scuttles the boats, sinking them to the bottom of the sea. The bottoms are blown out of the ships in the Mediterranean Sea and along the coasts of Africa. There is no known plan to retrieve the reactors or the radioactive nuclear material.


Have you secured your house for operation in a radioactive environment?


Check with me, Bob Nichols, on VeteransToday for the next edition of Your Radiation, This Week. Copyright by Bob Nichols, Apr 10, 2015.

Sources

1. The Radiation charts and graphs of the EPA RadNet.gov .

2. The EPA based reporting of NETC.com, an LLC.

3. * Radiation equals combined Beta and Gamma Radiation. Note: Not all locations have working Beta Radiation Monitors. Gamma Radiation Monitors are functioning at all these locations.

4. “…If you pollute when you DO KNOW there is NO safe dose with respect to causing extra cases of deadly cancers or heritable effects, you are committing premeditated random murder.” – John W. Gofman, Ph.D., M.D. (1918-2007), associate director, Lawrence Livermore National Laboratory 1963-1969) — Comments on a Petition for Rulemaking to the Nuclear Regulatory Commission, May 21, 1994.

5. CPM. “Although we can’t see it, taste it, smell it or hear it we can measure radiation and observe its effects. One way to measure radiation which the United States Environmental Protection Agency [EPA] has chosen to use on its radiation websites is in Counts Per Minute. Each Count is One Radioactive Decay.” Quote from last week’s ‘Your Radiation, This Week.'” Apr 3, 2015.

Bob Nichols

Bob Nichols is a Project Censored Award winner, a correspondent for the San Francisco Bay View newspaper and a frequent contributor to various online publications. He reports on war, politics and the two nuclear weapons labs in the Bay Area. Nichols is writing a book based on 20 years of nuclear war in Central Asia. He is a former employee of an Army Ammunition Plant. You are encouraged to write Nichols at duweapons@gmail.com
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domenica 1 febbraio 2015

#Mattarella e l'uranio impoverito

#Mattarella e l'uranio impoverito 

http://www.beppegrillo.it/2015/01/mattarella_e_luranio_impoverito.html

mattarella_uranio_impoverit.jpg
"Ho avuto occasione di incontrare il candidato di Renzi al Quirinale, Sergio Mattarella, quando questi era ministro della Difesa del governo Amato. Chiedo scusa per la lunghezza del post, ma lo devo a tanti ragazzi che non potranno mai leggerlo. Lavoravo da qualche mese sulla vicenda dell'uranio Impoverito e sull'impressionante numero di leucemie linfoblastiche acute e linfomi tra i nostri militari che erano o erano stati in missione nei Balcani, soprattutto in Bosnia, ma non solo. Sergio Mattarella negò a più riprese il possibile nesso tra l'insorgere delle patologie e il servizio. Negò che la Nato avesse mai utilizzato proiettili all'uranio impoverito (DU, Depleted Uranium), tantomeno che questo fosse contenuto nei Tomahawk (missili) sparati in zona di guerra dalle navi Usa in Adriatico. Insomma, Mattarella, candidato di Renzi al Quirinale, negò su tutta la linea. Negò pure ciò che era possibile reperire nei primi giorni di internet sugli stessi siti della Difesa Usa, che magnificava l'efficacia degli armamenti al DU e dettava, contestualmente, le precauzioni sanitarie da adottare in caso di bonifica: protocolli di sicurezza molto rigidi, che prevedevano l'utilizzo di tute, guanti e maschere protettive, per svolgere il lavoro che invece a mani nude e senza protezioni facevano i nostri soldati. I quali, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi e morire..." Lorenzo Sani - continua a leggere
...Ero a Nuxis, in Sardegna, al funerale di caporal maggiore della Brigata Sassari Salvatore Vacca, riconosciuto poi come il primo morto di uranio Impoverito, che aveva prestato servizio alla caserma Tito Barak di Sarajevo. Ero il solo giornalista presente, il 9 settembre 1999. Tutta questa triste storia incominciò da quel funerale. Pensai che l'argomento DU dovesse interessare a un ministro della Difesa, dal momento che quei ragazzi in divisa oltre che "nostri" erano soprattutto suoi, ma evidentemente ero troppo ingenuo. Per i principali quotidiani e le televisioni il problema dell'uranio Impoverito non esisteva e non ne avevano ancora parlato. Alle mie ripetute richieste di intervista Mattarella ha sempre risposto negativamente. Ricevetti anche strane minacce mentre stavo indagando per conto del mio giornale in Sardegna. I militari italiani, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi. Ricordo anche che il comando della Brigata Sassari, dopo la morte di Salvatore Vacca, convocò una conferenza stampa per smentire ciò che io non avevo ancora scritto: fu il cappellano della Brigata, al quale mi ero rivolto per sapere, in un incontro riservato, qualcosa di più su Salvatore e sul possibile nesso tra la malattia e la missione in Bosnia, che spiattellò tutto al comandante e cioè che un giornalista stava indagando sulla morte di un loro soldato, dovuta, forse, a quei proiettili. Smentita preventiva. Non mi è mai più capitato. Iniziai così a scrivere. Dapprima da solo o quasi, poi qualcun altro incominciò a farlo, ricordo il Manifesto, Liberazione, la Nuova Sardegna, ma ancora poca roba. Per i big della stampa il problema non esisteva e lo scandalo DU non era ancora diventato un caso planetario.

Il candidato di Renzi al Quirtinale, Sergio Mattarella, nel nome della trasparenza e della libera informazione, continuava a respingere le mie richieste di intervista. Provai anche con uno dei suoi sottosegretari, Gianni Rivera, il popolare ex Golden Boy, non ancora eroe di "Ballando con le stelle", che raggiunsi telefonicamente mentre questi stava dispuntando una partita al circolo del tennis. Non malignate: l'orario di lavoro di un giornalista non sempre coincide con quello di una persona normale. Mettiamola così. Rivera non sapeva neppure cosa fosse l'uranio Impoverito. Si arriva così al 27 gennaio 2001, giorno in cui decido di tendere un'imboscata al ministro Mattarella, che si trova ad Ascoli col presidente della commissione Difesa della Camera Valdo Spini per il giuramento del primo contingente di donne militari di truppa dell'Esercito italiano, lo stesso in cui qualche anno dopo si distinse l'istruttore Salvatore Parolisi (ma questa è un'altra storia). Avvicinai Mattarella nella ressa dei giornalisti e riuscii a porgli un paio di domande, alle quali, assai piccato, si rifiutò ancora una volta di rispondere. O meglio, anche in quell'occasione negò qualsiasi nesso tra DU e i linfomi o le leucemie. Fantasie della stampa. Provai a insistere, ma lui mi respinse con toni e modi definitivi «Questa non è un'intervista» mi disse. «Io le interviste le concordo prima, poi voglio per iscritto le domande e infine leggere il testo del giornalista prima che questi lo dia alle stampe». Tutte le volte che ho letto qualche sua intervista sui maggiori quotidiani, negli anni a venire, è ovvio che poi ho pensato male. Mattarella girò i tacchi se ne andò, così mi beccai anche il rimprovero dei colleghi perché avevo fatto scappare il ministro con domande "fuori tema". Raccontai questa scena nel mio pezzo che conclusi lasciando al lettore ampia facolta di scelta sul caso dell'uranio Impoverito, che non era diventato un "caso" solo perché Striscia la Notizia non se ne era ancora occupata (l'Italia è questa). Insomma, scrissi, come volete la verità: liscia, gassata o Mattarella? E' una domanda che ora pongo anche a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto il post, del quale mi scuso ancora una volta per la lunghezza. Come deve essere la verità in questo Paese allo sbando: liscia, gassata o Mattarella?
(secondo l'Osservatorio Militare sono 307 i militari italiani morti e oltre 3.700 i malati: è la macabra contabilità della cosiddetta "Sindrome dei Balcani". Il contingente italiano era di stanza nell'area più inquinata dai colpi sparati in Bosnia e Kossovo: 50 siti, per un totale di 17.237 proiettili, secondo fonti ufficiali Nato/Kfor. Non solo: la missione Nato in cui si parlava di armamenti al DU e dei 13 Tomahawk con testata al DU sparati dall'Adriatico, è stata presentata dall'ammiraglio Leighton Smith alla Base di Ponticelli, Napoli. Solo Mattarella non sapeva o diceva di non sapere)." Lorenzo Sani , giornalista e inviato nazionale del Resto del Carlino-Nazione-Giorno

mercoledì 12 novembre 2014

43 Groups Insist UN Stop Lying About Fukushima

November 9, 2014

A Letter Hand-delivered to the UN and UNSCEAR, Requesting Revision of UNSCEAR Report And a New UN Mandate for UNSCEAR 

http://fukushimavoice-eng2.blogspot.jp/2014/11/a-letter-hand-delivered-to-un-and.html

On October 24, 2014, at the Fourth Committee of the UN General Assembly being held in New York City, representatives from Physicians for Social Responsibility (USA) and Human Rights Now (Tokyo, Japan) hand-delivered a letter to the chairperson of the 4th Committee and the Secretary of UNSCEAR.  The letter, co-signed by 43 civil society groups from 9 countries, including 21 Japanese groups, requested revision of the 2014 UNSCEAR report on Fukushima accident as well as a new UN mandate for UNSCEAR.


Date: 24 October 2014
To:       Members of the Fourth Committee of the UN General Assembly 69th Session,
Members of UNSCEAR, and
Members of the UN General Assembly:
Re:       Civil Society groups request revision of the recent United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation (UNSCEAR) Report: “Levels and effects of radiation exposure due to the nuclear accident after the 2011 Great East-Japan Earthquake and tsunami.”
      The 2011 Fukushima disaster made UN oversight of the adverse effects of ionizing radiation an issue of utmost global importance.  The goals and criteria of oversight should be the protection and promotion of the human right to health and well-being, which encompasses an environment as free from exposure to man-made ionizing radiation as possible.  We, the undersigned, urge the 4th Committee to examine critically both the scientific conclusions in the UNSCEAR report[i] and the scientific evidence omitted from the report.

     Physicians from 19 national affiliates of the International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW), including Physicians for Social Responsibility (USA) and IPPNW Germany, have authored/issued/published a Critique of the UNSCEAR report[ii] which calls into question the presumptions and data used by UNSCEAR, and the consequent interpretations and conclusions.  This Critique demonstrates how UNSCEAR systematically underestimates and downplays the health effects of the Fukushima disaster.

     We appreciate the significant efforts made by UNSCEAR committee members to evaluate the extensive and complex data concerning the Fukushima nuclear catastrophe.  However, their conclusion that there is “no discernable effect”, now or in the future, defies common sense and undermines the credibility of UNSCEAR.  The Critique notes that based on the UNSCEAR report itself, it can be expected that about 1,000 excess cases of thyroid cancer and between 4,300 and 16,800 other excess cancer cases would occur in Japan due to Fukushima radioactive fallout.  We believe that these are very discernable effects for the individuals, families and communities experiencing these cancers, as well as those individuals who will experience other form(s) of radiation induced illness.

     Furthermore, the conclusion by UNSCEAR of ‘no discernible health effect’ is misleading the Japanese government to not implement countermeasures for individuals to avoid additional exposure and to have thorough monitoring of health effects, thereby causing serious human rights violations. 

     This catastrophe was not a singular event that has come to an end, but rather it is an unfolding event with an unknown endpoint.  Radioactive elements continue to leak into the biosphere and individuals continue to be exposed to ionizing radiation because they live in contaminated areas, consume contaminated food and water and inhale contaminated air.  Additionally, most of the health effects from Fukushima will take decades or generations to be expressed.  Thus the UNSCEAR report at hand should be considered a preliminary or initial assessment of the health effects of Fukushima. Ongoing and improved monitoring and updating of the assessment is required for a long time to come.  The 2014 UNSCEAR report is a beginning, not an end.
     We ask that the Fourth Committee take two actions regarding the UNSCEAR report:
     1)  Return the report to UNSCEAR for revision based on the Critique, taking into consideration the points of concern raised in the Critique, and that UNSCEAR broaden the composition of the committee to include as full-fledged members scientists who are critical of nuclear activities.

     2) We also ask that the Fourth Committee urge the General Assembly to pass a new resolution reframing the 1955 UNSCEAR founding mandate to ensure that the UNSCEAR’s primary scientific mission is to promote and protect public health and the right to health of the most vulnerable individuals.  The Precautionary Principle should be employed to address the short-term and long-term effects of ionizing radiation upon present and future generations as well as the environment.  Likewise, the Precautionary Principle should be employed when determining exposure, cleanup and decontamination regulations and activities after a nuclear disaster, educational measures to minimize and mitigate the risk of individual exposure, and the long-term monitoring of contaminated sites.  A new UN mandate is critical for UNSCEAR Committee members to be able to fully utilize their expertise for the purpose of protecting the lives and health of the global community.
This request is supported by the following organizations:
Physicians for Social Responsibility, USA
International Physicians for the Prevention of Nuclear War – Germany, Germany
Human Rights Now, Tokyo, Japan
Peace Boat – US, USA
Niji to midori no kai, Japan
Greens Fukushima, Japan
Workers’ Executive Committee For Anti-nuclear Power Movements, Japan
Kai Fukushima Downwind, Japan
The Nature Conservation of Fukushima, Japan
Friends of the Earth Japan, Japan
Showa Shell Labour Union, Japan
Chernobyl Health Survey and Health-care Support for the Victims - Japan Women's Network, Japan
Nuclear Disaster Information Center, Japan
Japan International Volunteer Center, Japan
Campaign for Nuclear-free Japan, Japan
Fukushima Network for Denuclearization, Japan
Hairo Action Fukushima, Japan
Hairo Fukushima Women Against Nukes, Japan
People in Fukushima-NPP 30km area, Japan
Refugee Living with Fukushima in Niigata Prefecture, Japan
Shinshu 3.11 Network, Japan
National Network of Parents to Protect Children from Radiation, Japa
The Civil Forum on Nuclear Radiation Damages (CFNRD), Japan
Takagi School, Japan
Association de l'Education Environnementale pour les Futures Generations, Tunisia
NGO of “Ecolife”, Azerbaijan
Women in Europe for a Common Future International, Netherlands
Women in Europe for a Common Future, Germany
Women in Europe for a Common Future, France
Irish Doctors' Environmental Association (IDEA), Ireland
Nuclear Information and Resource Service, USA
Nuclear Age Peace Foundation, USA
Nuclear Age Peace Foundation, New York, USA
Nukewatch/The Progressive Foundation, USA
Nuclear Watch New Mexico, USA
Georgia WAND - Women's Actions for New Directions, USA
Physicians for Social Responsibility – Kansas City, USA
Gray Panthers, USA
Center for Safe Energy, USA
Nuclear Energy Information Service, USA
Shut Down Indian Point Now, USA
International Society of Doctors for the Environment, Switzerland

Beyond Nuclear, USA



[i]  UNSCEAR report “Levels and effects of radiation exposure due to the nuclear accident after the 2011 Great East-Japan Earthquake and tsunami” at:  http://www.unscear.org/docs/reports/2013/13-85418_Report_2013_Annex_A.pdf
[ii]  Critical Analysis of the UNSCEAR Report “Levels and effects of radiation exposure due to the nuclear accident after the 2011 Great East-Japan Earthquake and tsunami: www.fukushima-disaster.de/information-in-english/maximum-credible-accident.html

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